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sabato 29 giugno 2013

Nuove date a settembre: siamo ancora in tempo? (e grande Valentino!)

Finito il tour, la domanda è una sola: ci sarà una ripresa a settembre? Prima della partenza, in pochi ci pensavano. Poi, l’entusiasmo dei sette concerti di Torino e Bologna, ha riacceso il dibattito. 

La voci di una possibile coda autunnale non mancano, ma in molti si chiedono: siamo ancora in tempo per l’annuncio? La risposta è sì, rileggendo quanto accaduto negli ultimi anni. 

Nel 2004, il 5 maggio già si sapeva che il tour sarebbe ripreso a fine estate. Ma nel 2007 l’annuncio ufficiale arrivò solo il 13 luglio. Nel 2008, poco prima: il 27 giugno. Infine, nel 2011, il 13 giugno (date poi annullate per i motivi ben noti). Insomma, sperare è legittimo. 

Salutiamo con gioia il ritorno alla vittoria di Valentino Rossi, sette giorni fa sotto al palco di Vasco!



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domenica 23 giugno 2013

Di ritorno da Bologna

Da una parte, il piacere di rivederlo su quel palco; dall’altra, la sua voglia di dimostrare (forse, anche a se stesso) di essere ancora in grado di difendere lo scettro. E’ un concerto emozionale quello di Vasco, che funziona nel rinnovato feeling tra l’artista e il suo pubblico. Ma soprattutto nella ritrovata energia che il Blasco riesce a trasmettere e a ricevere, supportato come sempre da una band inappuntabile. 

Alla fine il concerto risulta bello, ricco ed appagante, nonostante una scaletta che si potrebbe discutere all’infinito. Una scaletta che funziona nella parte centrale, ma che paga lo scotto di un inizio perfino difficile da comprendere (salvo l’apertura con L’uomo più semplice che dà un bell’avvio) e di un finale forse troppo “classico” per lasciare un ultimo segno. Vasco si auto-interroga (Come stai? Starò meglio di così), si auto-censura (evitando la canzone più bella dell’ultimo disco, evitando quel “io sto male” che forse ora gli sembra impronunciabile) e si auto-celebra con le tre canzoni “della sua vita” prima di Albachiara. Taglia però l’ormai abituale assolo di Un senso e, ahimè, la parte finale di Vita spericolata, come da ormai consolidata (e mai troppo deprecata) abitudine. 

Si diceva però che questo è un concerto che va oltre la scaletta. E’ il concerto della rinascita e siamo tutti d’accordo. Vasco si permette di citare Omero, ma evita gli imbarazzanti pistolotti del 2011. Torna a far parlare la musica e torna ad incarnarla. A Bologna, poi, è di casa. E quando racconta che Ogni voltal’ho scritta a 500 metri da qui, era il 1980”, sembra davvero di tornare indietro nel tempo, di rivivere in un solo istante i due poli di una vita artistica, dagli inizi carichi di rabbia e speranza, al successo di massa dei nostri giorni. Due ore e mezza di musica e di vita per ritrovare l’essenza dell’artista: spariscono i clippini, le polemiche, la sovraesposizione e la paura. Si dimentica perfino il lungo pre-show “tunz tunz” del quale si potrebbe tranquillamente fare a meno. Resta Vasco, resta la sua inimitabile capacità di dominare il palco, resta la sua splendida musica. E restiamo noi, che in quelle canzoni abbiamo incorporato una fetta della nostra vita. 

Qualche considerazione personale. Nel concerto dei vip (c’erano Valentino Rossi, Marco Materazzi, Maddalena Corvaglia, ma soprattutto Le Donatella), fiero nel “prato barboni”. Come un salto indietro nel tempo, quando alla domanda “dov’eri?”, la risposta immancabile era “poco prima del mixer, un po’ di lato”. Abbastanza vicini al palco per non sentirsi esclusi, non abbastanza per evitare di alzare gli occhi al maxi schermo. In mezzo alla folla, per riscoprire forse anche un senso di appartenenza e condivisione. Questa volta, è stato giusto così.

Ogni volta allo stadio:

Ogni volta dal balcone:

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giovedì 20 giugno 2013

Due speciali su Vasco in tv, venerdì e domenica

Si trasferisce a Bologna il tour di Vasco, sabato è in programma il primo dei tre concerti previsti nel capoluogo emiliano. 

Ma in questi giorni anche le televisioni nazionali torneranno ad occuparsi del Blasco. Sono infatti due gli speciali dedicati a Rossi che andranno in onda questo fine settimana: il primo domani sera  (venerdì), con inizio alle 23.10, su Canale 5; il secondo domenica sera, con inizio alle 23.40, su Rai 1

Segnaliamo anche, per chi magari volesse completare la propria collezione, che per tutto il mese di giugno, sia nei negozi di dischi che negli store digitali, il catalogo EMI di Vasco propone prezzi scontati.

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mercoledì 19 giugno 2013

La foto di Vasco con Brian May: ecco tutta la verità!

Vi abbiamo lasciato ieri con un interrogativo da non dormirci la notte: la foto di Vasco con Brian May era stata scattata a Sanremo o a Milano? Come avevamo ipotizzato, al contrario di quanto riportato dalla pagina Facebook “Le migliori frasi di Freddie Mercury”, la foto è stata scattata proprio a Milano

Determinante, nella soluzione del giallo, si è rivelato il contributo di alcuni amici (grazie a Massimo Poggini e Manola Brunini, ma anche all’anonimo che ieri ha commentato il post sul blog!), ma soprattutto di uno dei protagonisti della foto: Leo Persuader! Che ringraziamo per le informazioni fornite ed al quale chiediamo scusa per averlo scambiato per Gaetano Curreri

E sì, perché dietro a Vasco e Brian May non c’è il leader degli Stadio, ma Leo Persuader, all’epoca manager di Vasco, nonché storico amico di Rossi e compagno di tante notti passate insieme al Blasco a mettere dischi nei migliori locali dell’Emilia Romagna

Ma torniamo alla foto: è stata scattata in un ristorante di Milano dopo i concerti meneghini dei Queen. Vasco e Leo erano ospiti di Enrico Rovelli e nel ristorante c’erano i Queen al completo, compreso Freddie Mercury!

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martedì 18 giugno 2013

Vasco e Brian May, insieme in una foto: Sanremo o Milano?

Un amico oggi mi ha girato due foto che ritraggono insieme Vasco e Brian May, storico chitarrista dei Queen. Foto che confesso non avevo mai visto in vita mia e che mi hanno non poco emozionato. Alle spalle dei due si vede anche Gaetano Curreri

Le foto arrivano dalla pagina Facebook “Le migliori frasi di Freddie Mercury” e vengono etichettate come “Sanremo 1984”. In effetti quell’anno i Queen andarono al Festival come ospiti e cantarono Radio Ga Ga. E quell’anno, in gara, c’erano anche Gli Stadio (il che giustificherebbe la presenza di Curreri), con “Allo stadio”. Ma perché Vasco sarebbe stato a Sanremo

Quello stesso anno i Queen tennero due concerti al palazzetto dello sport di Milano, il 14 e 15 settembre. Dal sito queenitalia.it, che alle due date dedica uno speciale, apprendo che i due concerti furono organizzati da Enrico Rovelli, che in quegli anni organizzava anche i tour di Vasco. Ma c’è di più, perché il 13 settembre del 1984 (vale a dire alla vigilia dei due concerti dei Queen), Vasco si esibiva proprio al palasport di Milano

Dunque, voi cosa dite: Sanremo o Milano?

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domenica 16 giugno 2013

Fine prima parte

Si è conclusa la prima parte del tour di Vasco. Vanno in archivio i quattro concerti di Torino (cinque, considerando anche il soundcheck) in un clima di generale soddisfazione. I commenti sono unanimi: Vasco è ritornato in buona forma e, dopo il poco felice tour di due anni fa, questa è la notizia che tutti aspettavamo. 

 Rossi e band ora si trasferiscono a Bologna per altri tre concerti: sabato 22, domenica 23 e mercoledì 26 giugno. Su Ticketone le prevendite sono aperte per le tre date, ma al momento sono disponibili solo biglietti di “curva non numerata”. Non è da escludere che nei prossimi giorni escano tagliandi anche per altri settori, per quanto la sensazione è che rispetto a Torino biglietti invenduti ce ne siano decisamente meno. 

La canzone del tour:



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mercoledì 12 giugno 2013

Le trentadue canzoni che non ho mai sentito dal vivo

Questo è uno dei post più interessanti che abbiate mai avuto il piacere di leggere. Ho infatti deciso di elencare tutte le canzoni di Vasco che, in ventiquattro onorati anni di concerti, non ho mai sentito cantare dal vivo. Nemmeno una volta, nemmeno un accenno in un medley. 

Eccole, dovrebbero essere trentadue:
…E poi mi parli di una vita insieme, Silvia, Tu che dormivi piano, Ambarabaciccicoccò, Ed il tempo crea eroi, Ciao (1978), Io non so più cosa fare, Quindici anni fa, Va bé, Tropico del cancro, Che ironia, Cosa ti fai, Vado al massimo, Amore, Ultimo domicilio conosciuto, Mi piaci perché, Ti taglio la gola, Una nuova canzone per lei, Bolle di sapone, Walzer di gomma, Marea, La favola antica, Idea 77, Sarà migliore, Dimenticarsi, Da sola con te, Non vivo senza te, Ho bisogno di te, Prendi la strada, Stammi vicino, Maledetta ragione, Mary Luise.

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martedì 11 giugno 2013

Il triste destino delle title track

Lasciamo da parte raccolte, live, singoli e dischi “estemporanei”. Vasco ha inciso sedici dischi in studio. Di questi due hanno titoli (Ma cosa vuoi che sia una canzone e Canzoni per me) slegati dalle canzoni dell’album, uno (Non siamo mica gli americani) che riprende una canzone ma senza averne lo stesso titolo e tredici che si intitolano come una canzone del disco. 

Solitamente le title track rappresentano il meglio della carriera di un artista e sono la colonna portante dei suoi concerti. Per Vasco la regola invece sembra non valere: nel tour di quest’anno, ad esempio, solo tre di queste canzoni fanno parte della scaletta. Le altre dieci (più una) sono rimaste nel cassetto.  

Siamo solo noi, C’è chi dice no e Gli spari sopra: e le altre? Alcune mancano da tempo immemore. Facciamo un ripasso (tra parentesi l’anno di uscita del disco), sperando che la memoria ci assista.
Faccio il militare
(1979, da cui è preso il titolo Non siamo mica gli americani), salvo qualche comparsata nella versione chitarra e voce, live non la ascoltiamo dal 1996;
Colpa d’Alfredo
(1980), salvo insignificanti accenni in anni più recenti, dal 2001;
Vado al massimo
(1982) addirittura dal 1983;
Bollicine
(1983) dal 2010;
Cosa succede in città
(1985) dal 2005;
Liberi liberi (1989) dal 2003;
Nessun pericolo per te
(1996, si è detto che sia stata provata quest’anno a Pieve di Cento, ma poi scartata) dal 1999;
Stupido hotel
(2001) dal 2010;
Buoni o cattivi
(2004) dal 2007;
Il mondo che vorrei
(2008) dal 2010;
Vivere o niente
(2011) dal 2011. 

Stupisce l’ostracismo nei confronti di canzoni che hanno fatto la storia del Blasco, come Colpa d’Alfredo, Vado al massimo e soprattutto Liberi liberi. Ma stupisce che manchino anche le ultime due title track, fra le cose migliori scritte da Vasco in anni recenti. Se per Vivere o niente si può ipotizzare che Rossi oggi non abbia voglia di cantare “io sto male”, più difficile trovare una giustificazione per l’assenza de Il mondo che vorrei, lasciata da parte già nel 2011. 

Starò meglio di così sì, ma questa no, questa no!

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lunedì 10 giugno 2013

Le prime considerazioni, tutto sulla data di ieri sera per chi (come me) non c’era

Chi c’era, racconta di un Vasco in formissima. Ne prendiamo atto con felicità. Chi non c’era, un po’ rosica, ma si rifarà un’altra volta. 

Va in archivio la prima tappa del tour 2013, che verrà ricordata anche per la tanta acqua caduta su Torino. L’illusione di una momentanea tregua, ad inizio concerto, è durata giusto lo spazio di un pugno di canzoni. Poi, è ricominciato il diluvio. Ma l’acqua non ha fermato Vasco, né la band, né i fans accorsi all’Olimpico

Ingressi separati per prato e prato gold (chi ha questi tagliandi, appena entra nello stadio riceve il braccialetto d’ordinanza), intrattenimento pre-concerto a cura di Rds, Davide Rossi (yes, il figlio) con le ballerine del “Vasco Rossi Dancing Project” e Tommy Vee, già noto come Tommaso del “Grande Fratello”. 

Qualche cenno sulla scaletta, con la premessa che le mie considerazioni sono relative al soundcheck di venerdì sera. Frase iniziale letta da Diego Spagnoli, poi Vasco compare all’improvviso all’estrema sinistra del palco, sollevato da un elevatore. L’uomo più semplice come inizio ci può stare, ma il trio Sei pazza di me, Non sei quella che eri (errore ormai consueto) e Starò meglio di così (non da live) non aiuta molto ad entrare nel clima del concerto. 

La scaletta si riprende alla grande con Domenica lunatica (con un arrangiamento in parte nuovo), ma di nuovo scende con Come stai (anche in questo caso, arrangiamento un po’ diverso dal solito). Con Quanti anni hai si entra nel vivo del concerto, Siamo soli è onnipresente ma la si ascolta sempre con piacere, Ogni volta la chicca della serata e il Manifesto futurista della nuova umanità (“senza l’aiuto di… di sostanze superiori”) la degna conclusione della prima parte.  

L’Interludio consente a Vasco di rifiatare. Al rientro, classica sequenza: C’è chi dice no (vivaddio, con l’arrangiamento anni ottanta) e Gli spari sopra. Stupendo chiude il trittico dei classici e precede Non l’hai mica capito (“prima o poi lo devi dare”), che Vasco racconta di aver scritto a quindici anni. Poi Eh… già, canzone che acquisisce un nuovo significato alla luce di quanto accaduto negli ultimi due anni, e il Medley: dance con Rewind, dance pure con Gioca con me (che pure sarebbe un pezzo rock), rock da ballare con Delusa (“però quell’Emilio Fede lì…”), rock con Mi si escludeva, quasi punk con Asilo Republic. Bellissima come sempre Canzone, giusta la riconferma nella versione integrale, e bellissima anche Vivere non è facile, per me una delle più emozionanti della serata. 

Seconda pausa e poi I soliti, al debutto live nella versione integrale, e il gradito ritorno di Siamo solo noi, seguita dalla presentazione della band fatta da Diego Spagnoli: divertente l’idea di concedere una battuta ai musicisti, ma nessuno se ne abbia a male, continuo a preferire la presentazione fatta direttamente da Vasco

Venerdì il concerto era stato fermato a questo punto. Ieri sera si è scoperto il finale, Vasco ha deciso di andare sul sicuro: quelle che ha definito le tre canzoni della sua vita e poi l’immancabile Albachiara. Dunque Sally, di nuovo con la band dopo gli anni voce e chitarra, Un senso e Vita spericolata, nella ormai consueta versione tastiere e voce, con finale mozzato (sigh). Albachiara e tutti a casa, pubblico in estasi; stasera si replica, nella speranza (per chi ci sarà) di un meteo più clemente. 



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domenica 9 giugno 2013

Tour iniziato, ecco la scaletta!

La pioggia, caduta copiosa a Torino per tutta la giornata, non ha fermato Vasco né i fans accorsi all'Olimpico. 

Si è da poco concluso il primo concerto del tour 2013 e finalmente abbiamo la scaletta completa. Venerdì sera, il soundcheck si era concluso dopo "Siamo solo noi" e la presentazione della band. 

Salvo errori, la scaletta di questa sera dovrebbe essere stata questa:

Intro + frase letta da Diego Spagnoli:Per riallacciare un discorso… per continuare un percorso… per riportare un po’ di gioia!”. 
1. L'uomo più semplice 
2. Sei pazza di me 
3. Non sei quella che eri 
4. Starò meglio di così 
5. Domenica lunatica 
6. Come stai 
7. Quanti anni hai 
8. Siamo soli 
9. Ogni volta 
10. Manifesto futurista della nuova umanità 
11. Interludio 
12. C'è chi dice no 
13. Gli spari sopra 
14. Stupendo 
15. Non l'hai mica capito 
16. Eh già 
17. Medley (Rewind, Gioca con me, Delusa, Mi si escludeva, Asilo Republic
18. Canzone 
19. Vivere non è facile 
20. I soliti 
21. Siamo solo noi + presentazione band di Diego Spagnoli
22 Sally (con la band)
23 Un senso 
24 Vita spericolata
25 Albachiara

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sabato 8 giugno 2013

Soundcheck, ora è (quasi) tutto più chiaro

Che strana sensazione, in 2.000 per un concerto di Vasco. E dietro di noi il vuoto. Quando alle 21.15 il Blasco si presenta sul palco, al ritorno negli stadi dopo due anni di assenza e le vicende a tutti note, i fan sono sparpagliati lungo il serpentone delle transenne, circondati dal resto del prato e dalle tribune completamente deserte. Tutti in gabbia, quella che ora si chiama “prato gold”, tanto per giustificare i biglietti più cari. Non pubblichiamo foto del concerto (quella in alto è presa dalla newsletter della Emi), né la scaletta (che comunque non credo faticherete a trovare sul web) nel rispetto della liberatoria firmata per entrare all’Olimpico. Ma proviamo ugualmente a raccontarvi la serata. 

All’arrivo a Torino ci accoglie la pioggia e tutti malediciamo questa stramba primavera. In compenso, stavolta il fan club (almeno per quella che è stata la mia esperienza) fa le cose per bene: tre sportelli per farsi accreditare e dunque coda di pochi minuti, ingresso allo stadio anticipato di una mezz’ora rispetto all’orario indicato delle 20. In gabbia gironzolano Diego Spagnoli e Stefano Salvati, mentre finalmente il cielo schiarisce. Poco più di un’ora di attesa ed inizia il concerto. Vasco è in discreta forma, sia fisica che vocale, ed ha voglia di cantare. Prima parte di scaletta un po’ così, poi il concerto lentamente decolla. Si battono strade già note, si segue un canovaccio conosciuto: quando si passa ai “classici” la serata prende tutta un’altra piega e non potrebbe essere diversamente. Ognuno si emoziona sulla sua canzone, ma è l’applauso spontaneo che parte all’inizio di “Eh..già”, quando Vasco canta “sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua…”, la vera fotografia della serata. Quella che nemmeno la liberatoria del fan club può impedire di scattare. In quell’applauso c’è il senso di questo tour, l’emozione del ritrovarsi nonostante il tempo che passa, i guai e le cicatrici. 

Dopo due ore ed una ventina di canzoni, cala il sipario: il finale non viene svelato, lo scopriranno  quelli che saranno a Torino domenica sera. A noi basta così. Quella di ieri è una di quelle sere per le quali vale la pena dire “io c’ero”.

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venerdì 7 giugno 2013

E’ arrivata l’ora ics, i biglietti non mancano

Inizia oggi l’avvenuta del “Live Kom 013”. Vasco torna sul palco dopo due anni di assenza, eccezion fatta per la breve esibizione dello scorso anno al Cromie. Stasera, all’Olimpico di Torino, ci sarà il “soundcheck” riservato ai soci del fan club. Poi, domenica, il primo dei sette concerti in programma. 

Per la prima volta da molti anni c’è ancora disponibilità di biglietti. Al momento sono aperte le prevendite (per molti settori) per tre delle quattro date di Torino. Difficile capire i motivi dei mancati sold-out: forse la crisi, forse la concentrazione dei concerti in due sole città, forse i prezzi alti, forse il disamore di una parte dei fan di vecchia data non compensato da nuove leve. Qualche posto resterà vuoto, ma ovviamente ci sarà tanta gente per il ritorno del Blasco

I concerti, se verranno confermate le anticipazioni di questi giorni, inizieranno con “L’uomo più semplice”, poi tre canzoni dall’ultimo disco (Sei pazza di me, Non sei quella che eri, Starò meglio di così) e poi il consueto saliscendi fra trent’anni di carriera. Dovrebbero rientrare in scaletta, fra le altre, Domenica lunatica, Ogni volta, Siamo solo noi e Quanti anni hai, all’interno dell’ossatura dello show che sarà quella del 2011. 

Stasera ne sapremo di più, anche se domani non potremo raccontare praticamente nulla, causa liberatoria fatta firmare dal fan club. Comunque sia… buon tour a tutti!

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mercoledì 5 giugno 2013

Doppio tributo venerdì sera a Voltri: Vasco e Massimo Riva

Venerdì prossimo alle ore 22 il ristorante live club “Zio Erasmo – Utri Beach”, in Via don Giovanni Verità a Genova Voltri, ospiterà una serata all’insegna della musica dal vivo, con i Tropico del Blasco, gruppo tributo a Vasco, e la Jack & Jack Band, che propone le canzoni della carriera solista di Massimo Riva

Dei Tropico del Blasco abbiamo parlato più volte, qualche riga la dedichiamo allora alla Jack & Jack Band: è un gruppo rock milanese, guidato dal frontman Giacomo Jack Anselmi, che omaggia Massimo Riva, riproponendo dal vivo i suoi brani più emozionanti. Alla serata interverranno, in qualità di ospiti d’onore, i componenti del fan club ufficiale di Massimo Riva, direttamente da Zocca

Per l’occasione “Zio Erasmo – Utri Beach” propone un menù composto da pizza, bibita e caffè a 15 euro. Per info e prenotazioni 010/6121303 oppure 348/5135201.



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